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Oggi è il 17 Nov 2018



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Meteo settimanale Colleferro



Sgombro contaminato, tanti sequestri, poche informazioni dal Ministero

 

NAS al lavoro grazie alla segnalazione di un cittadino campano che ha riscontrato problemi su confezioni di sgombro importate

da una ditta Genovese.

I Nas hanno condotto verifiche a Salerno e Genova, e dai controlli è emersa la presenza di pericolosi parassiti, presumibilmente Anisakis, su alcune scatolette di sgombro al naturale risultate confezionate in Marocco.

È scattato pertanto il sequestro delle 80 mila confezioni di sgombro (oltre 32 tonnellate) stoccate nei siti, ma le verifiche hanno accertato anche che oltre 165.000 confezioni risultano essere già state distribuite sul territorio nazionale e probabilmente vendute al dettaglio e quindi presenti nelle case.

Naturalmente a seguito dell'intervento la ditta distributrice ha avviato le procedure di ritiro dal mercato del prodotto commercializzato giacente nei punti vendita, ma non può realisticamente rintracciare e ritirare le confezioni acquistate ed in casa dei consumatori, e ad aggravare la circostanza c’è che al momento il Ministero della Salute non ha ancora fornito indicazioni sui prodotti interessati al sequestro, ne sulle zone in cui questo è stato distribuito, indicazioni che darebbero modo a chi ha acquistato il prodotto di segregarlo.

Troviamo la “latitanza” del Ministero, afferma il Presidente Avv. Rocco SOFI, una grave mancanza che priva i consumatori del loro diritto di essere informati, e che soprattutto mette a rischio la loro salute, senza informazioni certe i cittadini non possono sapere se hanno acquistato confezioni a rischio, col risultato che presumibilmente tenderanno a “bandite” tutte le confezioni di sgombro di qualsiasi marca e provenienza posseggono o che si accingevano ad acquistare, creando così un danno anche per le aziende non coinvolte nel problema, ancora una volta insomma per colpa di pochi produttori/distributori disonesti o disorganizzati, ci rimette l’intero settore, e in assenza di interventi del Ministero della Salute, i consumatori ne subiscono le conseguenze.