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Tasi, rinvio a settembre nei comuni in ritardo con la delibera delle aliquote


Il Ministero dell’Economia ha ufficializzato che la prima rata della TASI (TAssa Servizi Indivisibili) slitta da giugno a settembre in quei Comuni che al 23 maggio non avranno ancora deliberato le aliquote da applicare, tutti gli altri pagheranno entro il 16 giugno.

Uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil tuttavia, indica che sul totale di 8.092 Comuni, solo 832 hanno deliberato l’aliquota Tasi, e di questi solo 514 hanno pubblicato la delibera sul sito del Ministero dell’Economia, ad oggi pertanto solo il 6,35% dei Comuni Italiani sono regola con la delibera.

Lo stesso studio indica che su 32 città capoluogo che hanno deliberato la Tasi, in circa una su tre si pagherà più di quanto si pagava mediamente di Imu nel 2012, mentre in circa due su tre si pagherà di meno.

Le città al momento mediamente più care rispetto all'IMU 2012 sono: Mantova (+89 euro), Pistoia (+75 euro), Genova (+67 euro), Milano (+64 euro), Ferrara (+60 euro), La Spezia (+47 euro), Sassari (+40 euro), Savona (+28 euro), Bergamo (+21 euro), Siracusa (+16 euro), Palermo (+2 euro).

Le città al momento meno care sono: Caserta (-168 euro), Aosta (-163), Pordenone (-148), Livorno (-141), Roma (-127).

Le famiglie Italiane pagheranno in media 240 euro di TASI, ma in alcune città (Genova, Milano, Torino, Roma) arriveranno a pagarne oltre 400 euro, senza dimenticare naturalmente che le seconde, e gli altri immobili assoggettabili, devono pagare l'IMU, il cui versamento tramite F24 va fatto per tutti entro il 16 giugno.


Le mancate delibere delle aliquote hanno causato nei contribuenti, specie proprietari di seconde case, una forte incertezza che si ripercuote negativamente sulla propensione all’acquisto, considerazioni che sono state alla base dell’ipotesi di proroga della scadenza. La mancata delibera comunque si giustifica in parte per le elezioni comunali che riguardano più di 4.000 Municipi, che essendo stati sciolti ad aprile, non potevano deliberare nei tempi previsti.

Anche per questo la legge ha previsto che, nel caso di mancata delibera anche in settembre, i proprietari di prima casa potranno pagare tutto entro il 31 dicembre 2014.


«Se il buongiorno si vede dal mattino, la nuova imposta porterà delle amare sorprese per gli italiani», questo almeno è il commento del segretario confederale Uil G. Loy.


Tasi, Tari, IMU e Addizionali Comunali, commenta il Presidente di Areaconsumatori Avv. Rocco SOFI, rischiano di neutralizzare il bonus Irpef concesso ai lavoratori dipendenti a basso reddito, mentre pensionati, partite IVA, e le altre categorie escluse dagli «80 euro», vedranno peggiorare la loro situazione economica ed aumentare il carico fiscale complessivo.


Dalle nuove imposizioni peraltro non possiamo attenderci neppure uniformità, aggiunge l'Avv. SOFI, dal grado di libertà concesso ai Comuni infatti, possono potenzialmente scaturire tante diverse applicazioni della Tasi quanti sono i Comuni stessi (oltre 8.000), e le combinazioni d'imposta possibili potrebbero essere fino a 10 volte maggiori (cioè quasi 80.000). Alle diverse aliquote applicate dai comuni a prima casa e agli altri immobili infatti, si aggiunge l’ulteriore variabile delle detrazioni diversificate (es. Bologna applica ben 23 detrazioni diverse in funzione della rendita catastale dell’immobile) ed ancora per la diversa quota percentuale con cui decideranno di ripartire la quota di TASI a carico del proprietario e dell'inquilino. Una jungla di possibilità insomma ben diversa dalla razionalizzazione inizialmente promessa, in cui ogni singolo consumatore dovrà cercare nel proprio Comune quanto pagare, senza potersi avvalere dell'esperienza di amici o parenti residenti in Comuni diversi con condizioni quindi potenzialmente diverse.