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Parte la revisione delle rendite catastali


Il Consiglio dei Ministri ha comunicato l'avvio della riforma destinata a ridefinire le rendite catastali degli immobili, la riforma inciderà principalmente sulla tassazione della casa, ma a regime potrà influenzare anche i valori di mercato. Il decreto, che attua la delega fiscale sulle commissioni censurarie, dovrà stabilire rimodulandoli i nuovi valori delle rendite catastali sulle quali calcolare IMU, Tasi, e altri oneri che gravano sulla casa.

La riforma comporterà un aumento generalizzato delle rendite che, si stima, potranno aumentare fino a 10 volte rispetto ai valori attuali, il Governo tuttavia assicura che congiuntamente alle rendite saranno adeguati anche i coefficienti di rivalutazione affinché, nel rispetto del criterio della delega fiscale, ci sia una sostanziale invarianza delle entrate.

In sostanza la riforma dovrà stabilire rendite catastali allineate ai valori di compravendita di mercato, correggendo le attuali discrepanze per cui, ad esempio, abitazioni rurali o di pregio, locate in periferia o in pieno centro storico, a parità di vani, abbiano la stessa rendita catastale (e quindi la stessa tassazione) a fronte di valori reali del bene nettamente diversi.

Ne deriva che l'invarianza delle entrate si dovrà necessariamente ottenere diminuendo la tassazione degli immobili di minor valore, ed aumentandola su quelli di maggior pregio, tenendo conto non più del numero di vani, ma delle superfici reali, e riproporzionata al pregio dell'area nella quale è ubicata.

 

In concreto, saranno istituite 103 commissioni censuarie ripartite nel territorio nazionale, incaricate di convalidare i criteri di calcolo con cui determinare le nuove rendite catastali. Ciascuna commissione sarà composta da un magistrato, e da vari componenti designati rispettivamente, dall'ANCI (un componente), dall’Agenzia delle Entrate (due componenti), dal Presidente del Tribunale (tre componenti) scelti basandosi sulle candidature proposte del Prefetto.

 

Critiche tuttavia sono state mosse dalle associazioni di categoria degli immobiliaristi, sul fatto che i Prefetti possono designare rappresentanti del settore immobiliare, ma senza nessun obbligo di inserirli nelle commissioni, critiche fondate, conferma il Presidente di Areaconsumatori Avv. Rocco SOFI, in quanto tali categorie, più di altre, hanno specifica competenza in materia monitorando costantemente le diverse aree territoriali, potrebbero pertanto dare un contributo concreto per una determinazione equa e puntuale dei criteri da fissare.