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Catasto 2015, parte la riforma

 

Dal prossimo 28 gennaio 2015 entra in vigore il decreto legislativo che avvia la riforma del catasto, provvedimento atto a definire regole e criteri con cui formare le commissioni censuraie incaricate di aggiornare le rendite catastali.

Chiariamo subito che non si tratta dell'attesa riforma, bensì dell'atto che fissa l'inizio del percorso di revisione che darà corpo ai nuovi criteri di definizione reddituale in attuazione delle norme previste dalla delega fiscale, tuttavia l'interesse del provvedimento che riguarderà decine di milioni di contribuenti ci porta ad analizzare i contenuti di una fase cruciale per la loro definizione.

La maggiore novità che verrà introdotta dalla riforma è certamente il fatto che la rendita catastale non sarà più determinata in base al numero di vani, ma dai metri quadri effettivi dello stabile, criterio certamente più idoneo a quantificare la reale consistenza immobiliare.

Altre novità rilevanti e suscettibili di incidere profondamente sul computo finale sono, il valore di mercato dell'area dello stabile, lo stato di conservazione, le infrastrutture della zona, i servizi presenti nel quartiere, l'esposizione dello stabile, l'affaccio, la disponibilità di ascensore, la classe energetica dell'appartamento.


Entrando nel merito, il DL. 198/2014 del 17 dicembre 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2015, prevede la costituzione di una Commissione censuraia centrale con sede a Roma, e di 106 Commissioni locali site (in ordine alfabetico) nei capoluoghi di Provincia seguenti: (vedi DL)

  • Abruzzo: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo;
  • Basilicata: Potenza, Matera;
  • Calabria: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia;
  • Campania: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno;
  • Emilia Romagna: Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini;
  • Friuli Venezia Giulia: Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine;
  • Lazio: Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo;
  • Liguria: Genova, Imperia, La Spezia, Savona;
  • Lombardia: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese;
  • Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro;
  • Molise: Campobasso, Isernia;
  • Piemonte: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania, Vercelli;
  • Puglia: Andria, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto;
  • Sardegna: Cagliari, Oristano, Sassari, Nuoro;
  • Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani;
  • Trentino Alto Adige: Bolzano, Trento;
  • Toscana: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato, Siena;
  • Umbria: Perugia, Terni;
  • Valle d'Aosta: Aosta;
  • Veneto: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza;

Le Commissioni avranno il presidente nominato dal presidente del tribunale di circoscrizione, e saranno articolate in tre sezioni incaricate di occuparsi rispettivamente del catasto urbano, dei terreni, e della revisione del sistema estimativo.

Ciascuna commissione sarà composta da sei membri effettivi, sei membri supplenti, ed un Presidente di sezione, scelti dal Presidente della Commissione tra una rosa di candidati pari ad almeno il doppio dei componenti da nominare, e resterà in carica per la durata di cinque anni.

Diversamente dalle commissioni Locali, la competenza assegnata alla Commissione centrale è la gestione dei ricorsi eventualmente avanzati dall'Agenzia delle Entrate, dai Comuni, dalle associazioni di categoria, contro le decisioni assunte dalle Commissioni locali.

 

I Candidati, sia effettivi che supplenti, saranno a rappresentanza dell'Agenza delle Entrate (due effettivi e due supplenti per ogni sezione), dell'associazione nazionale comuni italiani ANCI (un effettivo e un supplente per ogni sezione), e dal Prefetto (tre effettivi e tre supplenti per ogni sezione).

In deroga al numero previsto a livello nazionale, per le sole commissioni di Trento e Bolzano ci saranno due componenti in più per ogni sezione (uno effettivo e un supplente), scelti fra quelli designati dalle rispettive Province autonome.


Le Candidature saranno presentate dagli enti preposti entro 60 giorni dalla richiesta avanzata dall’Agenzia delle Entrate, e dopo altri 30 giorni il presidente del tribunale dovrà effettuare le nomine, che saranno trasmesse all’Agenzia delle Entrate per la ratifica e la comunicazione agli interessati.


La Commissione centrale, articolata a sua volta in tre sezioni, si comporrà viceversa di 25 membri effettivi, di 21 membri supplenti, e di un presidente che sarà un magistrato (ordinario o amministrativo), con qualifica non inferiore a magistrato di cassazione o equiparata, nominato con DL del Presidente della Repubblica su delibera del Consiglio dei Ministri previa proposta del ministro dell’Economia.

La motivazione che porta ad avere 25 membri effettivi, 4 in più dei 21 supplenti è perché, per la natura dei ruoli svolti, faranno parte "di diritto" della Commissione censuaria centrale, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, il direttore della Direzione centrale Catasto e cartografia, il direttore della Direzione centrale osservatorio del mercato immobiliare e servizi estimativi, il direttore della Direzione centrale di pubblicità immobiliare e affari legali.


I requisiti richiesti per far parte delle commissioni sono:

  • cittadinanza italiana,
  • età non inferiore a 70 anni,
  • pieno esercizio dei diritti civili e politici,
  • assenza di condanne per delitti non colposi, per contravvenzioni punite con pena detentiva, per reati tributari,
  • assenza di misure preventive o di sicurezza.

Requisiti NON ammessi, che escludono la possibilità di far parte delle commissioni sono:

  • parlamentari (nazionali o europei),
  • consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali,
  • componenti del Governo, delle giunte regionali e comunali,
  • dirigenti di partiti politici,
  • prefetti,
  • In organico a forze armate, forze di polizia, guardia di Finanza,
  • in rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l'amministrazione finanziaria, o Comuni, per controversie tributarie

Auguriamo buon lavoro alla commissione, commenta il Presidente di Areaconsumatori avv. Rocco SOFI, ma seguiremo con attenzione l'evolversi delle attività segnalando eventuali modifiche della tassazione che risultassero eccessive per determinate categorie. La delega fiscale infatti prevede che le entrate complessive derivanti dalla revisione dei redditi siano a sommatoria zero, pertanto a fronte di alcune rendite catastali inferiori alle attuali, ne corrisponderanno altre superiori, ove tuttavia i nuovi valori stabiliti risultassero poco equilibrati e non rispondenti a effettivi criteri di equità territoriale, si determinerebbero variazioni ingiustificate.

Come correttamente sottolineato da alcuni studi del settore infatti, continua l'Avv. SOFI, la crisi economica che ha colpito soprattutto la capacità di compravendita immobiliare, potrebbe incidere in modo non trascurabile nel definire l'algoritmo con cui calcolare il "valore di mercato della zona".

Tali calcoli dovrebbero basarsi sugli atti di compravendita di ciascuna zona, atti che tuttavia proprio a causa della crisi si sono drasticamente ridotti negli ultimi anni, col risultato che per alcuni Comuni o alcuni quartieri degli stessi, il campione potrebbe essere insufficiente per definire una media realmente ponderata dei valori, finendo per "costringere" la commissione ad ampliare le aree "poco definibili" inglobandole in macro-aree più vaste, andando però a falsare gli obbiettivi della riforma, sarebbe certamente ingiusto infatti dover unificare quartieri con caratteristiche diverse, o estendere i valori caratterizzanti un quartiere anche alle sue estreme periferie mescolandone i valori, solo per la mancanza di dati sufficienti a definire parametri realmente specifici.