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SALDI E DIRITTI DEI CONSUMATORI

 

La corsa all’acquisto in saldo si apre due volte l’anno, solitamente all’inizio dell’anno e prima del periodo estivo. La merce dovrebbe rimanere in svendita nei negozi per circa due mesi, ma alcuni venditori azzardano, e anticipano i tempi con slogan che annunciano l’imminente svendita per liquidazione. In alcune città d’Italia i saldi sono prolungati oltremisura. In questo caso, la truffa è quasi assicurata, questa merce è quasi sicuramente rimanenza di anni precedenti o addirittura è merce difettata.


Diritti del consumatore

In virtù di questo periodo “accattivante”,  molti commercianti ne approfittano, e sorvolano su alcune indicazioni fondamentali a tutela dei consumatori.

Tra queste, quella che si trasgredisce con maggior frequenza, è il divieto di far provare il capo che si è deciso di acquistare. Questo è un diritto e bisogna pretendere che venga rispettato. Una altro punto importante è quello del prezzo esposto sul cartellino del prodotto. Di solito siamo portati a pensare di fare un affare quando notiamo sul cartellino di un maglione un prezzo davvero conveniente. In realtà può accadere che lo sconto applicato sul prodotto sia praticamente fasullo.

Se troviamo un maglione a 30 euro su cui è stato applicato uno sconto del 50% , è possibile che in realtà quello stesso maglione era già in vetrina allo stesso prezzo prima dei saldi, o addirittura, che costasse anche qualche euro in meno. Attenzione quindi alle truffe. Un ottimo metodo per fiutare davvero l’affare è quello di farsi un giro per i negozi prima dei saldi ed adocchiare la maglia che vogliamo comperare, memorizzando con particolare attenzione il prezzo. Solo al momento dei saldi potremmo fare una reale valutazione e capire se stiamo facendo davvero un affare oppure no.


Normativa e doveri del negoziante

Le normative vigenti in materia di saldi sono molto chiare e severe. I negozianti che decidono di mettere la propria merce in saldo devono sottostare ad una serie di regole che disciplinano prima e durante i saldi. La legge che regolarizza l’acquisto nei periodi di saldi di fine stagione è il decreto legislativo n. 114 del 1998, con particolare attenzione all’art. 15. Questo decreto riforma l’intero settore del commercio legiferando sulla libera circolazione delle merci; disponendo i requisiti di accesso all’attività; regolamentando gli orari di apertura e chiusura e regolarizzando le vendite straordinarie. E’ innanzitutto doveroso munirsi della documentazione idonea per dare il via alla stagione delle svendite. Attraverso una comunicazione in carta semplice al Comune, il negoziante deve confermare la propria adesione almeno cinque giorni prima dell’inizio della stagione dei saldi. In questa comunicazione l’esercente dovrà essere molto preciso e riportare quattro indicazioni fondamentali: il periodo preciso di inizio e fine saldi; la tipologia di merce che intende mettere in offerta; in che modo verrà differenziata la merce in saldo da quella non in saldo; la sede in cui è ubicato il proprio esercizio commerciale. Una volta che il negoziante ha ottemperato alla parte burocratica, è necessario che cominci ad allestire le propria vetrina, rispettando gli altri obblighi previsti dalla normativa: in primis, il cartellino con lo sconto. E’ indispensabile infatti, che il titolare dell’esercizio commerciale metta bene in evidenza sullo stesso cartellino, il prezzo di partenza del prodotto, poi il prezzo scontato ed infine la percentuale dello sconto applicato. Da non sottovalutare poi la grafica, che non deve essere ingannevole e deve rispettare la veridicità di quanto reclamizzato. Inoltre, deve essere utilizzata per la vendita all’interno del locale e per l’eventuale esaurimento delle scorte, la stessa forma e lo stesso rilievo grafico utilizzato per la pubblicità esterna alle vetrine. Nel caso in cui il negoziante non rispetti queste indicazioni sono previste multe salate: si parte da un minimo di 500 euro fino ad un massimo di 3000 euro e, se l’esercente trasgredisce alle regole più di una volta, il Sindaco può disporre la chiusura dell’esercizio commerciale fino a venti giorni.


Curato dalla Dott.ssa Michela FELLACO